

NEW YORK CITY MARATHON
Con non più di 8 mesi di preparazione, grazie al prof. Aldo Sassi del team Mapei, Gianluca si e presentato al via della maratona in perfetta forma è per lui l’emozione di correre la prima maratona è stata veramente grande. “La mattina della maratona la sveglia è stata piuttosto “militare”: ore 5 sveglia ore 5.20 colazione, ultimi preparativi e alle 5.50 pronti a salire sul pullman verso la partenza. Alle ore 7.40 eravamo già pronti nell’area destinata ad accoglierci, l’aria che si respirava era più quella rilassata di una grande festa che non la tensione di una competizione, si incontrava gente proveniente da tutto il mondo vestiti nei modi più stravaganti, alle 9.40 ci incolonniamo pronti per la partenza che verrà data alle 10.10 con il classico polpo di cannone. Via, subito dopo le prime 2 miglia mi accorgo che correre in un buon tempo era impossibile, troppi gli atleti in mezzo alla strada che ti impedivano di tenere il giusto passo, troppo il caldo e soprattutto troppo impegnativo il percorso pieno di sali scendi che per un neofita come me non era proprio l’ideale, ma chi se frega correre in mezzo a una folla festosa simile penso sia un’esperienza unica, soprattutto per me abituato ad allenarmi nel silenzio e nella tranquillità degli abissi del mare. I primi 10 chilometri passano veloci, il tempo di 49’ circa non è ottimo ma tra un sorpasso e un cambiamento di direzione, non potevo chiedere di più dopo il decimo inizio a correre meglio, tengo un buon passo e distratto dallo spettacolo di folla festante quasi senza accorgermi e ancora molto riposato, arrivo alla mezza maratona in 1h 42’, tra un sali scendi e l’altro arrivo a un lungo ponte coperto e siamo circa al 17 miglio, discesa del ponte e si passa dal silenzio assoluto a un boato assordante migliaia di persone che sembra incitino proprio te, e li sospinto dalla folla e da una freschezza inaspettata, complica l’inesperienza ho accelerato sensibilmente in passo, ho avuto le mie 4 miglia di gloria dove superavo la maggior parte degli altri runners a una velocità, per me, impressionante, ma al 22 miglio ho trovato il conto da pagare, le gambe poco alla volta hanno perso brillantezza e l’andatura diventava sempre più agonizzante, entrato in central park mi sembrava di percorrere la via crucis più che una gara di corsa, la maggior parte di quelli che avevo superato nei nelle mie 4 miglia di gloria mi stavano ripassando, anche se ai bordi della strada non mancava chi stava peggio in preda a crisi di crampi. Comunque stoico, senza mai mettermi a camminare, e sospinto dalla gente sempre più numerosa mi avvicino all’ultimo miglio, poco in confronto ai 26,2 della maratona una vita dopo averne percorsi già 25, finalmente intravedo l’arrivo manca ancora un ’ultimo strappetto ma ormai è fatta, passo il traguardo e anche se sfinito sono veramente felice di aver completato la mia prima maratona, il tempo non è gran che 3h 32’, ma per quello cercherò di fare meglio già alla prossima, a Milano.

PROFILO DELL'ATLETA GIANLUCA GENONI:
Gianluca Genoni nato a Galliate 05 / 07 /1968
altezza: 1,92 mt.
peso: 88 kg.
capacità polmonare: oltre 9 lt
CARRIERA AGONISTICA
La carriera di Gianluca Genoni come sportivo inizia all’età di cinque anni con l’iscrizione ai primi corsi di nuoto in piscina e le prime competizioni agonistiche.L’attività agonistica viene coronata nel 1987 con un bellissimo quinto posto ai campionati italiani di nuoto nella specialità dei 200 rana.
Con l’inizio dell’Università abbandona la carriera agonistica del nuoto pur restando legato all’ambiente del nuoto, passando dalla parte dell’insegnamento. E’ proprio in questo periodo che grazie ai lunghi periodi passati in piscina senza più la pressione degli allenamenti che Gianluca scopre l’apnea insieme ad un gruppo di amici colleghi che frequentavano il centro natatorio.
“da subito mi sono accorto che avevo dei numeri in pìù rispetto ai miei compagni, basti pensare che la prima apnea che ho fatto è stata di più di tre minuti”
Poi il periodo di leva mlitare in Marina a La Spezia è stato decisivo per la svolta della sua carriera di sportivo, perché ha avvicinato ancor di più Gianluca al mare.
PRIMATI MONDIALI CONQUISTATI DA GIANLUCA GENONI
NELLA DISCIPLINA DELL'APNEA PROFONDA
IN ASSETTO VARIABILE REGOLAMENTATO
1996 17 agosto Siracusa – Sicilia -106 mt.
1997 4 Ottobre Arbatax - Sardegna -120 mt.
1998 2 Ottobre P. Ottiolu-Sardegna -121 mt.
1999 30 Settembre P. Ottiolu-Sardegna -122 mt.
2000 8 Ottobre P. Ottiolu-Sardegna -123 mt.
2000 12 Ottobre P. Ottiolu-Sardegna -125 mt.
2001 22 Settembre Rapallo - Genova -126 mt.
2002 29 Settembre Moneglia - Genova -132 mt.
2004 2 ottobre Chiavari – Genova -133 mt
2006 5 ottobre Sharm el Sheik -141 mt.
APNEA IN OSSIGENO
2008 ottobre Mantova 18'03''
ALTRI PRIMATI MONDIALI DI APNEA CONQUISTATI DA GIANLUCA GENONI
Vittoria Italiana Campionato Mondiale a Squadre di Apnea
1998 21-27 Giugno a S.Teresa di G.- Sardegna
DISCIPLINA DELL'APNEA IN ASSETTO VARIABILE ASSOLUTO
1998 3 Ottobre P. Ottiolu-Sardegna-135 mt.
1999 2 Ottobre P. Ottiolu-Sardegna-138 mt.
ATTIVITA' VARIE
IMMERSIONE IN APNEA SOTTO I GHIACCI in altissima quota ( 3000 mt), primo esperimento mondiale, così estremo, il 22 marzo 2002 a Breuil-Cervinia, località Cime Bianche,
RECORD DEL MONDO in ossigenoa quota 0 SLM svoltasi in piscina a Busto Arsizio svoltasi il 10 maggio 2002 che ha visto Gianluca prolungare un’apnea fino a 12’ 34”
IMMERSIONE A 5000 MT nel lago ai piedi dell’Everest nel settembre del 2003
NEW YORK CITY MARATHON - Nel 2005, si dedica al raggiungimento di un nuovo traguardo, correre la Maratona di New York, suo sogno da anni, collaborando con il team mapei, ed entusiasta dell’esperienza a distanza di meno di un mese ha raddoppiato correndo anche la Maratona di Milano.
TRIDENTE D'ORO nel giugno del 2006 riceve a Ustica il prestigioso riconoscimento del Tridente d'oro per la sua carriera sportiva
CONDUTTORE TELEVISIVO, con il programma “ Vivere il mare” in onda su Rai 2 la domenica dalle ore 19 alle 20, esperienza portata avanti dal 2005 al 2006
1996 GENONI:Adesso il record di apnea in assetto variabile e' suo: -106 metri
L'atleta di Busto Arsizio, in mezzo a mille difficoltà tecniche, stabilisce il nuovo primato mondiale in assetto variabile per un metro SIRACUSA - È venuto da Busto Arsizio a cercare il successo nel mare aretuseo, che per tantissimi anni è stato teatro delle sfide dei Majorca e poi del cubano Pipin. Il nuovo dominatore degli abissi è Gianluca Genoni, 28 anni, fisico da cestista, che dopo il nuoto agonistico (ranista) si è innamorato del mare.4 OTTOBRE 1997 VENTACLUB TELIS RECORD DI APNEA DI GIANLUCA GENONI IN ASSETTO VARIABILE -120 MT
Di prima mattina la barca appoggio si reca sul luogo predefinito antistante il VentaClub Telis e si assicura al corpo morto precedentemente calato e già utilizzato come punto di ancoraggio durante gli allenamenti. Iniziano i preparativi. Il cavo di discesa viene calato in mare e la zavorra viene infilata su di esso. La zavorra viene appesa con uno sgancio rapido al braccio in acciaio che regge il cavo di discesa in modo che sia più o meno per metà emersa. Tutti gli assistenti si preparano. L'atleta nel frattempo si trova in un luogo tranquillo e silenzioso, lontano dal caos, con un assistente. A seguito della segnalazione via radio in cui viene confermato che tutto è pronto, l'atleta e l'assistente raggiungono con un piccolo natante la barca appoggio. L'atleta, coadiuvato dall'assistente di superficie, si prepara, indossa la muta, le lenti a contatto ed entra in mare. Prono sulla superficie dell'acqua, appoggiato ad un galleggiante, inizia gli esercizi di ventilazione a volto immerso che durano una decina di minuti. Sempre seguito dall'assistente di superficie, l'atleta effettua due o tre discese a 30-40 metri per riscaldarsi e provare la compensazione. Tra una discesa e l'altra trascorrono circa 10 minuti per la ventilazione. Dopo l'ultima discesa di riscaldamento, i sommozzatori di assistenza ed i profondisti entrano in acqua e attendono che l'atleta sia pronto. Al momento opportuno, l'atleta prende posizione sulla zavorra e continua a ventilare. Con un cenno avverte l'assistente di bordo incaricato che, a voce alta, scandisce i minuti partendo da meno cinque. I sommozzatori ed i profondisti si immergono via via, in ordine dipendente dalla posizione lungo il cavo e dalla loro velocità di discesa. Allo zero, l'assistente di bordo incaricato aspetta fino a che l'atleta non abbassa il braccio e solo a questo punto sgancia la zavorra dando così inizio alla sua discesa vittoriosa verso il fondo.
BUDONI (NUORO) NUOVO RECORD DEL MONDO DI APNEA IN ASSETTO VARIABILE REGOLAMENTATO -121 MT 1 OTTOBRE 1998
GENONI BATTE SE STESSO E INSEGUE PIPIN
3 Ottobre 1998
NUOVO RECORD DI IMMERSIONE IN ASSETTO VARIABILE -122MT
30 Settembre 1999 - PORTU OTTIOLU (NUORO), Ore 8,45 del mattino
Genoni si lascia trascinare negli abissi dalla slitta zavorrata e ne riemerge 3'e6'' dopo, esultando per il nuovo primato conquistato: -122mt. in assetto variabile regolamentato.
Oggi tutto lasciava presagire che il record ci sarebbe stato, anche se Genoni preferisce sempre essere cauto prima dei tentativi.
Con la solita muta bianca che lo contraddistingue, Gianluca ha ventilato, faccia in acqua, per circa 20', inframezzando due discese di riscaldamento in assetto costante a circa -40mt.
Poi è salito sulla slitta di discesa e ha ventilato per altri 10/15 minuti prima di dare il segnale di via. Un taglio netto del sagolino di tenuta e via negli abissi. Tempo di discesa 1'28'', la telecamera posta sul fondo del cavo trasmette in superficie le immagini dellíarrivo sul fondo e il numeroso pubblico intervenuto ad assistere all'evento comincia a mormorare, quasi certi che ormai é fatta, passano attimi interminabili, la salita sembra non dover mai finire, ma alla fine un' esplosione di acqua e di gioia accompagna l'uscita di Gianluca.
2 OTTOBRE 1999 PORTU OTTIOLU (NUORO) RECORD -138 MT
Sardegna, Porto Ottiolu (NUORO) 2 ottobre 1999, Ore 8,45 del mattino
12-10-2000 - 125 METRI RECORD DEL MONDO DI APNEA IN ASSETTO VARIABILE
-126 MT RECORD DEL MONDO DI APNEA IN ASSETTO VARIABILE
RAPALLO 22 SETTEMBRE 22-09-2001
Gianluca Genoni ha stabilito il nuovo record mondiale di apnea in assetto variabile regolamentato, raggiungendo la profondità di 126 metri.
L'impresa ha avuto per teatro le acque al largo di Rapallo. L'immersione è durata 3 minuti e 9 secondi, la discesa un minuto e ventisette secondi. Genoni è riemerso vincente alle 10,30.
Il campione di Busto Arsizio ha così migliorato di un metro il primato precedente (125 metri) da lui stesso detenuto e conquistato l'anno scorso nelle acque di Porto Ottiolu in Sardegna. Si tratta del decimo record mondiale conseguito da Genoni. Il primo è stato nel 1996, alla quota di 106 metri. In cinque anni è quindi riuscito a migliorarsi di ben venti metri.
Nonostante il tempo nuvoloso, le condizioni del mare erano ottimali anche in profondità, evitando così di rendere ancora più difficile la prestazione del campione.
"L'impresa è perfettamente riuscita per merito di chi mi aiutato", ha detto Genoni, "Devo ringraziare i miei otto sommozzatori, il Comune di Rapallo, che ha offerto il miglior ambiente possibile per realizzare questo record e il mio sponsor Mares che ormai da sei anni crede che riuscirò a realizzare le mie follie. E anche questa volta non l'ho deluso".
L’attività fisica a grandi altezze è, di certo, uno dei campi di applicazione più affascinanti della Fisiologia dello sport e dell’esercizio fisico: le sfavorevoli condizioni ambientali, quali il freddo ed in particolare la ridotta pressione parziale dell’ossigeno, rendono necessario un processo di adattamento denominato “acclimatazione”. Tali peculiari componenti influiscono nel modificare la ventilazione di un individuo a seconda che l’esposizione alle grandi altezze avvenga in maniera acuta (ipossia acuta) o cronica (ipossia cronica). La composizione del sangue, l’equilibrio acido-base, la capacità dell’emoglobina di cedere ossigeno ai tessuti variano in maniera significativa. A tutto ciò consegue una notevole alterazione, sia a riposo sia nel corso dell’esercizio, del metabolismo e delle prestazioni fisiche.
L’idea di “gemellare” due mondi così lontani e vicini allo stesso tempo, le alte vette ed i profondi abissi, è a dir poco originale ed affascinante, nonché ricca di importanti risvolti fisiologici da studiare ed applicare.
I problemi su elencati, propri di ciascuno di questi due mondi, si intrecciano ed amplificano vicendevolmente: immergersi sotto i ghiacci in alta quota, in apnea ed in movimento, con temperature dell’acqua di 1°-2° C (sarà necessario studiare una muta subacquea “ad hoc” per tale situazione estrema), anche per meno di un minuto, può essere un’impresa titanica. Non solo, la ventilazione precedente l’apnea viene influenzata dalla pressione ambientale dell’ossigeno: come noto la composizione dell’aria atmosferica (21% di ossigeno) non varia per effetto dell’altitudine; a diminuire sono la pressione barometrica (che è la conseguenza del campo gravitazionale terrestre sull’atmosfera) e la pressione ambientale dell’ossigeno.
A 3000 mt la pressione barometrica è di circa 525 mmHg , la pressione dell’ossigeno ambientale è il 69% circa di quella s.l.m., pari a 110 mmHg.
Estremamente interessante, infine, potrebbe essere la raccolta di dati relativi ai principali parametri ergospirometrici facendo precedere l’apnea dalla respirazione di una miscela iperossica. Queste ultime rilevazioni potrebbero rivelarsi molto utili nel confronto con i dati precedentemente acquisiti in ambiente ipossico, nonché nella preparazione di una nuova impresa: infatti Genoni, non ancora ultimato il primo progetto, già ha in mente di misurarsi con il record di apnea statica, in piscina (a Busto Arsizio, probabilmente in maggio), dopo ventilazione di una miscela ricca di ossigeno!
Le indagini sono a cura di:
• Ambulatorio di Medicina dello Sport- CAMPUS, Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Università dell’Insubria, Varese.
• Sezione di Fisiologia Subacquea, Ufficio Studi COMSUBIN, Marina Militare.
-132 MT RECORD DEL MONDO DI APNEA IN ASSETTO VARIABILE Moneglia 29 settembre 2002 GRANDE GENONI, PIU’ FORTE DELLA SFORTUNA
Dopo gli eventi che avevano messo in pericolo la buona riuscita del tentativo di record di apnea, oggi Gianluca Genoni alle 11,44 del mattino si è immerso trascinato nel blu dalla zavorra per riemergere dopo 3’ e 09” come nuovo detentore del record del mondo di apnea in assetto variabile regolamentato. Meno di una settimana fa un errore di compensazione aveva causato un trauma al timpano destro dell’atleta impedendogli di entrare in acqua il giorno dopo per tentare l’assetto costante, rinviato a dopo il tentativo di variabile, ma ieri l’imprevisto ha fatto slittare il tutto, costringendo l’atleta a rinunciare al costante e tentare oggi il record in assetto variabile, record che a lui risulta essere più congeniale. Ieri la zavorra si era incastrata nei fili delle telecamere subacquee fermando la discesa dell’atleta a 80 mt. Sembrava esserci una maledizione quest’anno sui record, ma la grande forza di volontà di Gianluca Genoni oggi gli ha permesso di prevalere sulla sfortuna. Alle 11,20 è entrato in acqua in un momento in cui il lieve vento di libeccio aveva “mollato” permettendo al mare di tranquillizzarsi. Una sola immersione di riscaldamento per approfittare il prima possibile delle buone condizioni del mare e poi via giù lungo il cavo di discesa. A bordo del leudo di appoggio, il notaio di Gennaro, che aveva certificato la lunghezza del cavo e la regolarità delle operazioni a bordo, ha seguito in diretta la discesa di Genoni attraverso i monitor delle telecamere subacquee NIMAR, le stesse che ieri avevano ostacolato la discesa della zavorra con i loro cavi collegati alla superficie. “ E’ troppo importante avere le telecamere in diretta durante la discesa, perché tolgono ogni dubbio sulla regolarità dello svolgimento della immersione del record, quindi le ho volute, anche se ieri mi hanno impedito di fare il record” “Sono soddisfatto, perché quest’anno sembrava stregato il mare, e fino all’ultimo ho avuto paura di qualche altro incidente: Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato in tutti questi anni di record, senza le persone che in sei anni mi hanno dato una mano, non sarei qui adesso a raccontarvi di un altro mio successo.
IMMERSIONE EVEREST 5200 MT
Dopo 8 anni e 11 record mondiali, l'ultimo stabilito lo scorso 29 settembre 2002 con -132metri, Gianluca quest'anno ha dedicato i propri sforzi per un esperimento di valore scientifico:
si è immerso in apnea in un lago a più di 5000 metri di altitudine ai piedi dell'Everest.
Si tratta di un esperimento medico scientifico per vedere come il corpo umano si adatta alle condizioni più estreme.
Sono stati misurati parametri respiratori, cardiaci, capacità cerebrali e di coordinazione motoria.
La prova è l'ultima di una serie iniziata lo scorso anno con un'immersione in un lago ghiacciato a 3000 metri sopra Cervinia, e proseguita con la prova di apnea in ossigeno alla piscina di Busto Arsizio quando stupì tutto il pubblico presente con un apnea di quasi 12 minuti.
Gli esami sono stati fatti da uno staff medico, guidati dal prof. Lucio Ricciardi, in collaborazione con il Cnr, l'università di Varese e la Marina Militare.
La spedizione è rientrata il 10 ottobre dopo 20 giorni dalla partenza. Gianluca Genoni, fresco reduce dall’esperienza racconterà per la prima volta al pubblico le difficoltà, gli scopi e i risultati della missione.
SPONSOR DELL’ EVENTO SONO STATI DECATHLON, REGIONE LOMBARDIA, CNR, COMUNE DI BUSTO ARSIZIO
SPONSOR DELL’ATLETA: MARES, BWA
Decathlon, ha collaborato con Gianluca in qualità di sponsor tecnico fornendo tutto l’abbigliamento e l’attrezzatura da montagna con marchio QUECHUA.
CHIAVARI 2 OTTOBRE 2004
IL GIORNO DEL RECORD -133 mt in assetto variabile regolamentato
Gianluca Genoni ha stabilito il nuovo record mondiale di apnea in assetto variabile regolamentato, raggiungendo la profondità di 133 metri.
L'impresa ha avuto per teatro le acque al largo di Chiavari. L'immersione è durata 3 minuti e 22 secondi, la discesa un minuto e quaranti secondi. Genoni è riemerso vincente alle 9,50.
Il campione di Busto Arsizio ha così migliorato di un metro il primato precedente (132 metri) da lui stesso detenuto e conquistato nel 2002 nelle acque di Moneglia sempre in Liguria. Si tratta del dodicesimo record mondiale conseguito da Genoni. Il primo è stato nel 1996 a Siracusa, alla quota di 106 metri. In otto anni è quindi riuscito a migliorarsi di ben ventisette metri.
Nonostante il tempo nuvoloso e le condizioni del mare non ottimali, il campione è riuscito ugualmente nell’impresa, grazie a una condizione psico/fisica eccezionale, evitando così di posticipare il tentativo.
"L'impresa è perfettamente riuscita per merito di chi mi aiutato", ha detto Genoni, "Devo ringraziare i miei otto sommozzatori di assistenza, il Comune di Chiavari, che ha offerto il miglior ambiente possibile per realizzare questo record e gli sponsor Mares Bwa che ormai da dieci anni credono che riuscirò a realizzare le mie follie. E anche questa volta non li ho delusi".